Qui si tratta direttamente con lei, la Regina del fiume, la Trota Marmorata (Salmo trutta marmoratus).
Questa è una storia dal sapore antico, di quella magica miscela di casualità, passioni e genti, che difficilmente si ripetono, ma che ancora oggi, dopo diversi anni, da i suoi frutti…

 Tutto ha inizio nell’inverno del ’92, quando un tesserato della riserva di pesca abbiatense, segnala che nel canale del Regresso della centrale di Turbigo, sono presenti delle freghe di Trota Marmorata. Proprio in quel periodo, il canale viene asciugato per eseguire dei lavori di manutenzione e complice una scarsa portata del fiume, resta pochissima acqua, compromettendo sicuramente la schiusa. Nel giro di qualche giorno, grazie alla presenza dei nostri uomini, si riesce ad organizzare, con la collaborazione di un ittiologo, il recupero delle uova, che vengono trasportate nell’incubatoio di Merlino, l’unico attrezzato per un’operazione del genere. Nella primavera successiva vengono immesse negli ambienti laterali le prime trotelle.
La voce della riuscita dell’esperimento, fa il giro delle amministrazioni e della stampa, arrivando alle orecchie di una importante azienda di attrezzature da pesca, la ditta SHIMANO.

Comincia così a prendere corpo il progetto di sostentamento alla popolazione di questa specie. Nel ’93 si decide di procedere con la cattura dei riproduttori,  l’azienda sponsorizzatrice fornisce parte del materiale, la proprietà Cominotti si rende disponibile a dare in uso alcune rogge per la stabulazione temporanea degli individui adulti (che post-riproduzione venivano rilasciati). Come primo tentativo si cerca di catturare i riproduttori in prossimità di freghe sul fiume, utilizzando reti ed elettrostorditore, ma non è fattibile, sia per la corrente sia per l’inefficacia dello strumento in ambienti così vasti, allora si ripiega su ambienti laterali dove arriva qualche risultato.
I primi dieci esemplari catturati vengono sottoposti a riproduzione artificiale, le uova fecondate inviate a Merlino e dopo qualche mese il Comitato Salvaguardia del Ticino, attua la prima semina di novellame nei rami secondari. Grazie al lavoro di volontari appassionati e operosi, il progetto prosegue fino al ’96, quando scadendo il contratto con lo sponsor e non trovando nelle amministrazioni i fondi necessari, il progetto subisce la prima battuta d’arresto.
Nell’assemblea consortile del 21 Giugno 1997, nella discussione preliminare del bilancio dello stesso anno, viene richiesta da un componente dell’assemblea lo stanziamento di una somma per la costruzione di un incubatoio atto alla produzione di materiale ittico autoctono. La richiesta viene accettata in linea di principio dal consigliere delegato alla faunistica, rimandandone la fattibilità al reperimento di idoneo finanziamento, attingendo risorse dal bilancio 98’ o addirittura 99’.
Nel frattempo, la proprietà Cominotti si rende disponibile ad ospitare sul proprio terreno l’avanotteria.
Nel corso dell’estate 2002 si svolgono alcuni incontri preliminari fra il Parco del Ticino e la Riserva di Pesca di Abbiategrasso, finalizzati ad individuare possibili collaborazioni e sinergie nell’ambito della gestione e della tutela della fauna ittica del Fiume Ticino.
La Riserva inizia a prendere parte nell’attuazione del progetto “Life” sul sostentamento alla popolazione di Marmorata ( Progetto per la conservazione di Rutilus Pigus e di Salmo trutta marmoratus), individuando nelle vasche adiacenti la proprietà, l’ambiente ideale, sia per conformazione sia per quali-quantità d’acqua a disposizione, in cui operare il primo accrescimento e stabulare dei riproduttori da cui prelevare le uova senza dover catturare altri esemplari. Raggiunte le opportune intese con la proprietà, si provvede  alla sistemazione di alcune vasche, (immerse nel bosco con fondo naturale e sponde ricche di vegetazione che venivano utilizzate diversi anni prima come piccolo allevamento di iridee), e di un tratto di roggia a scorrimento veloce, già utilizzata durante il progetto negli anni ‘94/'96, che aveva già evidenziato le ottime caratteristiche chimico-fisiche delle sue acque, le stesse che alimentano i bacini.
Nel 2003 incomincia l’avventura del Comitato, che oggi più che mai, è di vitale importanza, per l’intera produzione di avannotti del Parco del Ticino, che dipende in larga misura dalle nostre performance, ma soprattutto per la conservazione della specie. Oggi le nostre trote sono in grado di fornirci circa 80000 uova l’anno, che una volta schiuse contribuiranno all’assolvimento degli obblighi e al perseguimento dell’obiettivo di questo progetto: la conservazione della trota Marmorata.
Questi risultati sono frutto degli errori, delle passioni e della tenacia di alcuni uomini, in primis il presidente di allora, Giancarlo Sgarella e il suo vice, Angelo Balzarotti; non possiamo certo dimenticare Giuseppe Pizzini, il “primo uomo” ad aver rilasciato degli avannotti di marmorata nel fiume Ticino, il sig. Parini e Luigi Menozzi, e tutti i membri del comitato che si sono alternati negli anni, che tutti i giorni curano con esemplare passione i nostri pesci.
Un pensiero speciale, va rivolto alla famiglia Cominotti, che ha dimostrato esemplare sensibilità nella realizzazione e prosecuzione del progetto e a Maurizio Barettoni, che ha sempre prestato la sua disinteressata opera  nelle varie fasi della realizzazione del sito e della sua costante manutenzione.
Un grazie alle istituzioni, Parco ticino, Provincia di Milano e comune di Abbiategrasso.
Il nuovo comitato continuerà questo progetto, affinchè sia preso come esempio nella gestione di un’ambiente gravemente minacciato ma non ancora del tutto compromesso, conscio degli sforzi, economici e pratici, a cui va incontro, ma assolutamente gratificato dai lusinghieri risultati fino a qui ottenuti, cercando di ottimizzare e se possibile ampliare le nostre strutture.